Ora, pur di contrastare l'introduzione della RU486, a dispetto di tutte le sperimentazioni degli altri paesi europei, si sono attaccati alle pieghe della legge: la 194 prevede che l'interruzione di gravidanza venga effettuata in ospedale e la RU486 viene somministrata sì in ospedale, ma in due volte con due ricoveri in day hospital diversi. Ora, se l'epulsione del feto avviene, come può capitare, tra la prima e la seconda volta mentre la donna è a casa, si entra in contrasto con la 194.
Almeno potrebbero avere il coraggio e la faccia di dire che il problema sta nella "banalizzazione" dell'evento e che la donna che decide di abortire deve soffrire nel corpo e nell'anima per espiare questa colpa. Una sorta di lapidazione morale e di punizione corporale che mantiene la stessa identica violenza del fondamentalismo d'origine.
E così andrò a Roma per il No-B-Day.
Perchè voglio dire che non ne posso più e dirlo in piazza in modo che mi sentano e che mi vedano.
Perchè è una manifestazione spontanea, anche se qualcuno dirà che è pilotata e qualcun'altro cerca di appropriarsi dell'iniziativa.
Perchè ho voglia di sentirmi solidale con chi pensa che il berlusconismo sia stato devastante per le coscienze, la cultura e l'etica.
Perchè dopo tante leggi e disegni di legge ad personam è l'ora di una manifestazione ad personam.
Perchè manifesterò anche contro quella sinistra connivente e tollerante e contro tutti coloro che ancora pensano di avere davanti un avversario politico.
E poi Roma è bellissima e incontrerò i vecchi amici alla manifestazione...
Girellando per la rete nei social network che vanno per la maggiore, da feisbùc a frendfid a tuitter, vedo interventi del tipo "Oggi voglio stare a sedere sul pavimento tutto il giorno" o "Guardo l'ombrello e penso a mio nonno" e così via. Ora, lasciamo stare il discorso sulla brevità degli interventi che è proporzionale all'incisività e alla profondità del contenuto, visto in genere con 7/8 parole vien fuori tutt'al più un aforisma carino e non un'opera d'arte oppure una semplice e normalissima comunicazione famigliare, tipo "Rolando aspettami chè ho forato", o di interesse (?) generale, tipo "Ho provato la scheda grafica AmmazzateoH56 e funziona alla grande".
Perchè mai qualcuno dovrebbe cercare di condensare in poche parole concetti o riflessioni profonde, facendo un immane lavoro di sintesi e di scienza della comunicazione? Nessuno. Infatti generalmente la gente scrive le scempiaggini che gli passano per la testa e amen. Ma quello che sconcerta è che a frasi del tipo di cui sopra, seguono una marea di commenti. Cosa ci sarà mai da commentare se uno dice che vuol stare seduto sul pavimento tutto il giorno? L'unica cosa da fare sarebbe chiamare un medico e farne constatare la morte cerebrale.
Ma c'è di più: in frendfid e tuitter ci si deve "iscrivere" al seguito di un determinato utente, in modo da essere sempre avvertiti ogni volta che viene partorita una perla di saggezza.
Gesù gesù...
Chi pensa di eliminare i file semplicemente trasferendoli nel cestino o chi pensa di distruggere un hard disk mettendolo nell'acqua, chissà perchè mi riporta alla mente chi pensa di avvitare una lampadina tenendola ferma e girandole intorno la casa...
Per festeggiare la Giornata Internazionale contro la violenza alla donne, la commissione sanità del Senato non trova di meglio che dare parere negativo all'introduzione della pillola RU486.
Dopo qualche anno di rifiuto, dovuto alla massiccia presenza di umani sgranocchianti, sto lentamente riprendendo il piacere di andare al cinema. Ricordo tempi nei quali spesso dovevi rinunciare al film perchè la scritta luminosa "solo posti in piedi" faceva da aureola alla cassiera, ma oggi, complici la crisi o la suina o tutt'edue, i cinema sono vivibili e, andando di giorno feriale, non ci sono nemmeno troppi divoratori di pop-corn.
Insomma, mi rendo conto che andare al cinema non è la stessa cosa che vedersi un film a casa, nemmeno se uno avesse proiettore e megaschermo, per un motivo molto semplice: al cinema quelle due ore sono per te e per il film, due ore di buio forzato con niente altro da pensare se non calarsi in un'altra realtà. A casa, nonostante la buona volontà, non ce la fai a lasciare il mondo fuori: nell'arco delle due ore ci saranno sempre diversi "ferma un attimo" per la pipì, per bere, per far entrare il gatto, per spegnere la lavastoviglie che "avverte" di aver finito, per far riuscire il gatto, per rispondere al telefono e via discorrendo.
Così i due mercoledì passati (il mercoledì pomeriggio è il momento migliore e oltretutto c'è lo sconto) ho visto "Basta che funzioni" di W. Allen e "Gli abbracci spezzati" di Almodovar. Due pomeriggi spesi bene, due grandi registi, due film godibili, due film profondi (di quelli che ti fanno uscire piacevolmente soddisfatti della Vita, dell'Universo e di Tutto Quanto...) ma che alla fine riportano a un'unica triade: amore, accettazione, felicità.
Be', detto così suona assai banale, tipo sole-cuore-amore, e magari per noi cinico-intellettual-tecnologico-scafati, continua a suonare così anche andando nel profondo, ma, che lo si voglia o no, alla fine la meta è cercare di rubacchiare a una vita priva di senso (cosmico), quel minimo di felicità possibile. Come? Attraverso l'amore e attraverso l'accettazione dei lati oscuri degli esseri umani, in primis dei nostri. Accettazione però nel senso di capire per evolversi e non di supino assenso nel "rimettersi alla volontà" altrui.
E in questa ricerca, a volte ironica e divertente come nel film di Allen, a volte tragica come nel film di Almodovar, ci si sente un po' più vicini agli altri esseri umani, come a dire "siamo tutti nelle stessa barca" e si esce dal cinema col sorriso soddisfatto, disposti a perdonare persino gli sgranocchiatori di pop-corn. Cioè... quasi... magari la prossima volta eh?
Max è cresciuto, praticamente raddoppiato in un mese e mezzo, quando l'abbiamo preso pesava circa 9 kg ora ne pesa 17,5. La coda raddoppiata, l'altezza, le orecchie, tutto... Avevo ragione io che tornando dalla clinica l'avevo trovato cresciuto, con questi ritmi...
E' un canone praticamente perfetto, l'unico problema per ora sono i gatti, la convivenza non funziona troppo bene. Lui vorrebbe giocare ma lei lo tiene a distanza soffiando e graffiando (il povero cane ha tutti graffi sul nasone...). Il gattone invece ha deciso che questa non è una casa da frequentare, il cane non gli piace proprio. Così oggi sono andata a recuperare il gatto nella stradina dove di solito sta per divertimento e me lo sono riportato a casa. Ora vorrei provare a tenerlo chiuso a casa almeno questa notte, vediamo che succede. Non mi va proprio di avere un cane perdendo un gatto...
l'altra sera è venuto a trovarmi mio fratello, enormissimo SUV, ma a quanto pare non posso stereotipizzare anche lui... Raccontava due episodi sostanzialmente uguali a quello capitato a te.
Il primo lo chiudeva, pur avendo posto qualche metro più avanti nelle striscie blu e con un parcheggio a pagamento vicinissimo, ma per facilitare la vita aveva lasciato un bel biglietto con il citofono. Quando mio fratello ha citofonato, con una notevole voce da "culo" gli è stato chiesto: "che macchina è?". Probabilmente ne avevano parecchie posteggiate in quel modo. Poi il tizio ci ha messo quasi 10 minuti a scendere per spostare la macchina e come la tua tizia in smart ha giustificato dicendo: "non faccia tante storie, chi sa quante volte sarà capitato anche a lei di posteggiare in seconda fila". Peccato che mio fratello giri praticamente sempre in moto, anche quando piove, soprattutto quando piove, proprio per evitare di non sapere dove lasciare la macchina...
Il secondo episodio gli è capitato con un altro cartello bene in vista sul parabrezza: "sono al supermercato" e mio fratello stava andando di corsa (non è uno molto puntuale) all'aeroporto. E' entrato al supermercato chiedendo chi era il pazzo che poteva aver lasciato un cartello di quel genere. Si è presentato un signore con le buste della spesa che tranquillo e serafico praticamente non si è nemmeno scusato, capita a tutti di lasciare la macchina in seconda fila, no?
Come vedi, cara Baba, il proprio malcostume viene sempre giustificato con un supposto malcostume degli altri. Così quelli che sono educati oltre che fottuti sono anche presi per il culo... praticamente un incubo.
ho scoperto che il cane in 3 giorni è cresciuto e che ha sentito la mia mancanza... ho scoperto che le figlie sanno fare un sacco di cose e che senza di me se la cavanomolto bene anche se si sentono sole. Oggi arriva Daniela e sono proprio contenta. Stiamo tutte a dieta stretta con l'obiettivo di diventare gf nel giro di qualche mese, anche perchè il mio ginocchio non può sopportare chili superflui. In clinica il tempo è sospeso, rarefatto, un luogo fuori dal tempo e dal mondo.
Ovviamente appena uscita dalla clinica ho cominciato a sentirmi una schifezza...
Ieri, andando alla campana del vetro per buttare i miei cocci, trovo un motorino parcheggiato davanti a una delle aperture di immissione e davanti all'altra apertura un'auto.
Mentre ero lì che tutta di sghimbescio cercavo di infilare i miei vetri dentro la campana, arriva la proprietaria dell'auto (guarda caso una Smart, ma di questo parleremo poi) alla quale, ovviamente con tono risentito, dico: "Secondo lei, come si fa a buttare il vetro con un'auto parcheggiata qui davanti?".
Dunque... la risposta giusta di una persona civile che, vuole il caso, ha parcheggiato scorrettamente, dovrebbe essere qualcosa del tipo "Mi scusi, ma ieri sera non trovavo proprio posto", "Ha ragione, vado via immediatamente" e via discorrendo.
Invece la tipa, stizzita per la mia osservazione, mi fa "Lei non ha una macchina?".
Vale a dire: se io vent'anni fa ho parcheggiato una volta con la ruota sul marciapiede, adesso lei è autorizzata a parcheggiare davanti alla campana del vetro. Magari possiamo anche andare indietro nel tempo: se il mio bisnonno una volta ha parcheggiato il calesse davanti all'uscio della chiesa, ora lei può piazzare l'auto davanti a un passo carrabile!
Un ragionamento del menga che comunque è eclatante: il rispetto degli altri e delle regole non è determinato dalla coscienza e dall'etica individuale, ma si adatta come un liquido (per dirla con Baumann) al comportamento campione che più fa comodo al momento. Così il comportamento scorretto di un singolo può diventare il riferimento per un "tanto così fan tutti" e permetterci di contribuire alla grande al nostro far west quotidiano.
p.s. a proposito di smart... la trovo una macchina da stronzi, anzi da stronze. E sono anche convinta che i mariti (o gli amanti) delle stronze in smart guidino un'audi...